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Venezia e le Isole

Uno degli scenari più affascinanti del mondo. Paesaggio di confine tra terra e acqua disegnato da un fittissimo reticolo di canali e decine di isolotti sovrastati dallo splendore di Venezia. Così appare la laguna di Venezia, quasi nascosta nel punto meno profondo dell’Adriatico, la cui struttura però deriva più dagli apporti della terraferma che da quelli del mare. Le sue acque salmastre sono protette dall’invadenza del mare da lunghi cordoni dunali, di cui il più meridionale è quello di Pellestrina.
Provenendo dal sud, ci si imbatte in una natura pressoché integra, in cui i segni della presenza umana sono relativamente scarsi. Un mondo fatto di valli da pesca, di casoni e di barene, di piccoli e grandi canali attraversati da barche sottili alla ricerca di uno sbocco nella laguna più aperta. Al piccolo gioiello di Valle Averto si susseguono altre piccole e grandi valli, tutte ricche di natura e di presenza umana. Quando le barene e gli argini delle valli si fanno più radi, compare la laguna viva, quella più toccata dalla marea e dall’azione distruttrice delle onde.  
Poco oltre, tra la laguna morta e i litorali, cominciano ad apparire alcune delle moltissime isole che caratterizzano la zona. A sud, ce ne sono almeno una decina (San Lazzaro degli Armeni, San Servolo, Lazzaretto Vecchio, Santo Spirito, San Clemente, Sacca Sessola, La Grazia, S. Angelo della Polvere), più alcuni ottagoni, posti a difesa delle bocche da porto o adibite a fortini, come Poveglia;
più vicine a Venezia, invece, un altro gruppo di isole fanno intuire tutta la magnificenza del suo straordinario passato. Di fronte, verso la terraferma, ecco apparire il complesso industriale di Porto Marghera e, alle sue spalle, il grosso abitato di Mestre che ora accoglie più abitanti di Venezia stessa. La struttura urbana di Venezia è intimamente legata alla morfologia del suo territorio.  
Sulle isole e le barene preesistenti, gli antichi abitanti eressero nel corso dei secoli imponenti costruzioni che fanno da sfondo ai canali, vera essenza della città e una volta anche impianti di depurazione e di smaltimento rifiuti. La Giudecca e San Giorgio Maggiore sono distaccate dal corpo principale, le insulae di Venezia vere e proprie, due parti separate dal serpeggiante Canal Grande e culminanti con lo splendore di Piazza San Marco.
Al di là di Venezia, verso il mare, il litorale ospita il Lido, una volta bastione di difesa, oggi affascinante spiaggia. Anche qui la bocca di porto, come quella di Malamocco e di Chioggia, si prolunga verso il mare con due lunghissimi moli che modificano in modo sostanziale l’andamento delle correnti, e cambiano la vita delle spiagge di tutto il litorale. A nord est di Venezia, nella cosiddetta Laguna Nord, si riproduce lo schema della parte meridionale: isole, bocche di porto, barene e valli. Ma qui tutto è più ricco di storia, complesso e difficile. Subito a nord, infatti, si trova una delle isole più importanti, quella di Murano con intorno altre piccole e grandi isole come San Michele, San Giacomo in Palude, Mazzorbo. Mentre quasi nascosta dietro Sant’Erasmo, appare l’altra isola famosa, Burano, e subito a nord, di là del litorale del Cavallino, ritornano le valli da pesca, le paludi e i casoni dei pescatori, quasi a bilanciare la forma della laguna meridionale. Nella laguna nord tutto è più compatto, le paludi sono vere e proprie distese di acqua quasi ferma, in cui l’effetto del mare si sente poco bloccato dal litorale di Sant’Erasmo. La Palude di Cona, la Palude della Rossa e la Palude delle Centrega precedono la Valle di Cà Zane e la Palude Maggiore, circondate da casoni da pesca e cosparse di ricche barene. Qui la laguna sta per finire e sul mare il lido di Jesolo ne segna il confine settentrionale.