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Speciale Trieste

Una lingua di terra che ne abbraccia il golfo, con il ripido ciglione carsico quasi a proteggerla; così si presenta Trieste e la sua costa a chi viene dal mare, con il colossale faro della Vittoria che dall’alto di una collina sembra salutare i visitatori.
Da sempre terra di scambio tra mondo latino e mondo slavo, tra Mediterraneo ed Europa Centrale, Trieste ha conservato nei secoli tutto il fascino di una città che ha saputo assorbire le più diverse influenze culturali elaborandole in modo del tutto originale.
 
Basta girare per il centro storico per scoprire una città dai mille volti: quella razionale e ordinata, con le vie spaziose e i grandi palazzi sette-ottocenteschi, le compagnie assicurative o la Borsa; e quella più spensierata dei teatri, dei lussuosi caffè o delle tavole calde popolari, che profumano di carni bollite, crauti e wurstel.
 
 
Splendida la grande piazza Unità d’Italia, aperta sul mare, da sempre cuore pulsante della città. E’ qui che si affacciano tutti gli edifici storici più importanti: il maestoso municipio, il palazzo del Governo, con i suoi preziosi mosaici, la sede delle Assicurazioni Generali e il palazzo del Lloyd Triestino. Senza dimenticare la settecentesca fontana dei Quattro Continenti, della seconda metà dell’Ottocento, che sottolinea la vocazione marinara di Trieste. Sì, perché il mare ha sempre avuto un ruolo fondamentale per questa città che, dopo averne conteso a Venezia il dominio, nel 1717 sotto il dominio degli Asburgo divenne porto franco e sbocco sul Mediterraneo del più grande impero europeo. Per scoprire l’anima più industriale della città, quella degli ultimi cento anni, bisogna oltrepassare il porto e le sue grandi navi all’ormeggio: è il colle di San Giusto, infatti, a nascondere i grandi impianti del Vallone di Muggia e dell’espansione edilizia che si affacciano sulla piccola baia di Muggia, dominata dai resti di un castello del XIV sec. Nella direzione opposta, quella che da Trieste va fino alla Baia di Sistiana, lo spettacolo è scompletamente diverso: tutto un susseguirsi di pittoreschi centri aggrappati alla scogliera carsica, di castelli e di piccoli porti circondati dal verde della macchia mediterranea.
 
Appena fuori dalla città si incontrano i caratteristici e ordinati stabilimenti balneari, detti “topolini”; poi si arriva a Barcola, con il suo porto sempre affollato di imbarcazioni, e quindi al celebre Castello di Miramare. Si tratta di uno dei luoghi più romantici di tutta la costa.
La sua mole bianchissima abbarbicata sulla ripida scogliera che si getta nel mare è una delle immagini più celebrate dell’intero golfo.
Poco oltre, si incontrano le cave di Aurisina – già fruttate dai Romani e riutilizzate dopo un lungo periodo di inattività durante l’espansione ottocentesca di Trieste – che ancora oggi mostrano una voragine di 110 metri e alcuni scavi in galleria di epoca romana, mentre a pochi chilometri, la presenza di numerose barche a vela ormeggiate nel porto annunciano la piccola Baia di Sistiana, circondate da pareti calcaree a strapiombo sul mare. Nelle acque tanquille del golfo, si specchiano le rovine del Castello Vecchio di Duino, che rievoca i tempi delle incursioni barbariche di Ungari e Marcomanni e la splendida mole del Castello Nuovo, sontuosa dimora rinascimentale, oggi sede del Collegio del Mondo Unito, che secondo la tradizione ospitò anche Dante e, in tempi più recenti, il poeta Rainer Maria Rilke che proprio qui iniziò la composizione delle sue Elegie Duinesi.