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Le Isole Tremiti

Tre isole principali e alcuni piccoli scogli a 14 miglia marine dalla costa del Gargano e a 24 da quella molisana: questo è l’Arcipelago delle Tremiti, un concentrato di bellezze naturali e monumenti storici che si specchiano in un mare che varia dal blu al turchese, insolitamente cristallino per essere nell’Adriatico. Le isole più grandi – San Domino, San Nicola e Caprara – distano tra loro solo poche centinaia di metri; diverse ma complementari, sono accumunate da alcune caratteristiche geomorfologiche che ne rivelano l’origine comune: roccia di natura calcarea friabile, coste frastagliate, fondali rocciosi che si abbassano gradatamente fino alla piattaforma continentale.
Il paesaggio è davvero straordinario. Nel corso dei secoli, l’azione erosiva del mare e del vento ha scavato anfratti e splendide grotte che si aprono improvvisamente nella costa disegnando scenari di impareggiabile bellezza. Lo Scoglio dell’Elefante, la Grotta delle Viole, la Grotta del Bue Marino, la Grotta delle Rondinelle sono solo alcune delle più note “architetture” realizzate da una natura instancabile che fanno delle Tremiti uno degli angoli più belli del litorale adriatico.
Poche invece le spiagge, soprattutto quelle sabbiose, che lasciano il posto a piccole insenature rocciose adatte per i tuffi e i bagni di sole distesi sulla superficie dei sassi più levigati. San Domino è l’isola più grande di tutto l’arcipelago; lunga quasi 3 km e larga 1,7 km, raggiunge l’elevazione massima di 116 m con il Colle dell’Eremita. Coperta da una foresta di lecci e pini d’Aleppo e dalle specie tipiche della macchia mediterranea, è quella che vanta le maggiori ricezioni turistiche e l’unica vera strada, che collega il porticciolo della Toppa al Villaggio San Domino, posto al centro dell’isola.Ovunque regna la quiete accompagnata dalla voce del mare e del vento e dai profumi della macchia. Seguendo il perimetro dell’isola, ci si imbatte in una costa, alta e frastagliata, con splendidi archi naturali e grotte marine, interrotta all’improvviso da suggestive calette e piccole spiagge, tra cui figurano la Spiaggia delle Arenelle, l’unica attrezzata, caratterizzata da una sabbia finissima e fondali bassi e trasparenti e la Cala dello Spido, splendida insenatura da cui ci si può tuffare in un’acqua dall’azzurro straordinario.  
Capoluogo amministrativo e simbolo della storia lunga e orgogliosa dell’arcipelago, è l’isola di San Nicola: un altopiano lungo 1600 m e largo circa 450 m, dominato dalla mole dell’Abbazia di Santa Maria a Mare, che per lungo tempo, tra il X e il XVI sec., è stato uno dei più importanti centri culturali e spirituali di tutto l’Adriatico. Le sue coste, altissime, sono un susseguirsi di dirupi e scarpate che si gettano a picco nel mare, offrendo scenari di raro fascino. L’isola più selvaggia dell’arcipelago è Capraia, o Capperaia. Un luogo solitario, abita-to da una numerosa colonia di gabbiani, che ha conservato intatto il fascino di una na-tura incontaminata fatta di distese di pietra, interrotte solo dai colori dei capperi e del lentisco. Qui si trova il famosissimo Architiello e quella che secondo molti è la più bella spiaggia, di ciottoli, di tutto l’arcipelago, Cala Sorrentino, un’oasi di tranquillità e di bellezza raggiungibile solo dal mare da cui si possono ammirare tramonti davvero unici. Al centro delle isole, invece, si trova il Cretaccio, un grosso scoglio giallastro di natura argillosa, che per diverso tempo è stato il “pilone” naturale di un ponte che collegava le marine di San Domino e San Nicola, voluto da Ferdinando IV di Borbone alla fine del ‘700; e, vicino, lo Scoglio della Vecchia, così chiamato perché, secondo la leggenda, prima del temporale e nelle notti di luna piena, appare il fantasma di una vecchia intenta a filare. Più lontananza, 12 miglia a nordest di San Nicola, quasi invisibile per la sua scarsa superficie, appare Pianosa: riserva naturale integrale in cui è proibito ogni tipo di accesso per proteggere lo straordinario patrimonio ecologico dei suoi fondali, dove si riproducono molte specie che vivono nel bacino centro meridionale del Mediterraneo.