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Trapani e le Egadi
| Si trova lungo la costa nord orientale della Sicilia, al centro di
un’incurvatura naturale a forma di falce, in greco Drepana, a cui deve il
nome. E’ Trapani, città dal volto moderno, che ha visto distruggere i suoi
monumenti storici più significativi durante l’ultima guerra, dal destino
indissolubilmente legato a quello del suo porto: importante ma non
abbastanza per diventare un vero polo di attrazione sia per la ristrettezza
del luogo sia per la vicinanza con lo scalo di Marsala, il “porto di Dio” e
la città di Erice.Di fronte, a poche miglia dalla costa, una accanto
all’altra, le Egadi: tre isole principali – Marettimo, Favignana, Levanzo –
affiancate dagli isolotti di Formica e Maraone e da piccoli scogli che per
estensione formano il secondo gruppo di isole minori siciliane.
Proseguimento in mare dei rilievi calcarei della Sicilia occidentale, alla
quale in origine erano legate, l’arcipelago offre oggi uno degli scenari più
straordinari dell’isola. |

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| Un mare trasparente e cristallino con fondali dalla vita eccezionale,
falesie vertiginose, grotte scavate dal mare, rocce scolpite dal
vento.Venendo da Trapani, superati Maraone e la Formica, la prima delle
isole che si incontra è Levanzo, la più piccola delle tre. Solitaria e
silenziosa, si erge dal mare con una serie di rilievi che raggiungono i 278
m del Pizzo del Monaco. La costa, alta e selvaggia, è un susseguirsi di
falesie a strapiombo nell’acqua interrotte da una vasta insenatura rivolta
in mare aperto, Cala Tramontana, fiancheggiata dal verde della macchia.
Splendida la Grotta del Genovese, una sorta di antro-santuario preistorico
dove sono stati rinvenuti graffiti e pitture rupestri che attestano la
presenza di forme di vita nella zona fin dall’età più antica. Superando le
acque di uno stretto canale che la separa da Levanzo, si raggiunge Favignana,
la più grande e popolata di tutto l’arcipelago, accolti dalle strabilianti
pareti di calcari compatti che formano la scogliera di Punta Faraglione.
Secondo le gesta cantate da Omero, è qui che Ulisse sbarcò prima di
intraprendere il suo viaggio alla ricerca di Polifemo. Il piccolo centro
abitato che porta lo stesso nome dell’isola è raccolto intorno al porto
affacciato su Cala Principale, dove sono concentrate anche la maggior parte
delle strutture ricettive, mentre il litorale sud, dal faro di Punta Sottile
a Cala Rossa, è tutto un moltiplicarsi di baie e piccole
insenature.Nell’entroterra, i resti delle antiche cave, che un tempo era con
la pesca del tonno una delle principali attività dell’isola, riconquistate
dalla vegetazione spontanea o trasformate in fertili giardini d’inverno. Più
lontana dalla costa rispetto alle altre si eleva dal mare l’isola di
Marettimo. Vero e proprio paradiso naturale, non dispone di attrezzatu-re
turistiche e l’unica possibilità di soggiorno è offerta dagli alloggi
privati. Il suo aspetto è in prevalenza montagnoso; molti dei rilievi
superano i 600 metri fino ad arrivare ai quasi 700 m del Monte Falcone. La
costa offre scorci panoramici di rara suggestione. Nella parte rivolta a
ponente, le ripide falesie dise-gnano scenari mozzafiato arricchiti dalle
profonde cavità semisommerse delle grotte e dalle calette che si aprono
all’improvviso interrompendo la linearità del profilo costiero. Praticamente
inaccessibile all’uomo a causa della verticalità delle pareti che in alcuni
casi raggiungono anche i 400 metri a picco sul mare, la zona è popolata da
numerose colonie di uccelli marini come gabbiani, berte, uccelli della
tempesta che prediligono le scogliere isolate e solitarie per la
nidificazione. Per trovare le poche abitazioni dell’isola, bisogna spostarsi
sulla costa orientale, dove si trova l’unico piccolo borgo. |
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