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A bordo: rotta su Pescara
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La città di Pescara è situata sulla costa adriatica
dell'Abruzzo ai due lati della foce del fiume Pescara.
È un centro peschereccio di grande rilevanza ed è capoluogo di provincia che
comprende gran parte del bacino del fiume Pescara, dalle gole di Popoli al
mare, e il bacino del Tavo-Saline.
"Aternum" questo era l’antico nome di Pescara, fu il più importante Porto
dell'Impero per le coste Illiriche e crocevia di tutti i traffici fra Roma e
la via costiera dell'Adriatico.
Di quel periodo nella città restano soltanto alcuni scavi nel centro storico
che hanno riportato alla luce l'antica via Tiburtina Valeria con parte
dell'originale ponte sul fiume, anch'esso allora chiamato "Aternum".
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Si deve arrivare alla dominazione longobarda intorno all'anno 1000, per
sentir parlare di "Pischaria" (mercato del pesce).
Assorbita dai Longobardi nel ducato di Spoleto entra a far parte nell'843
nel contado autonomo dell'Abruzzo che fu concesso in feudo dal papa Adriano
IV al re di Sicilia Guglielmo I e da allora la regione venne indicata con la
vaga espressione «in finibus Aprutii».
Pescara fu conquistata dai Normanni nel 1140, Pescara ha vissuto poi vicende
storiche di alterna fortuna: distrutta da Ottone IV nel 1290, fu ricostruita
nel 1409 da Ladislao re di Napoli, passando in feudo alla famiglia D’Avalos.
Dopo un breve periodo di dominio di Jacopo Caldora, nel 1442 fu
riconquistata da Alfonso V d’Aragona, fino a quando, nel 1528, dopo che
Carlo V l’aveva trasformata in piazzaforte, attraversata dal fiume, rientrò
in possesso della famiglia D’Avalos, che l’ha mantenuta fino al 1806, epoca
in cui furono aboliti i privilegi feudali da Gioacchino Murat.
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Fino al 1804 il territorio di Pescara inglobava anche il territorio di
Castellammare Adriatico, che dopo essere stato accorpato a Montesilvano, nel
1809 era diventato Comune autonomo, fino alla definitiva fusione del 1927.
Il 12 gennaio 1927 Pescara, comune da sempre, il cui territorio era a sud e
a cavallo del fiume, e Castellammare Adriatico, comune dal 1806, con il
nucleo urbano sui colli e attorno alla stazione ferroviaria, si fondono e
danno vita ad un unico comune denominato "Pescara".
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Sui contrasti, le ribellioni, le insoddisfazioni dell'una e dell'altra
riva, si libra l'idrovolante Alcyone del Comandante D'Annunzio che sorvola
la sua "Pescara Unita" e lancia, com'era suo vezzo, manifestini, invitando
ad un futuro pacificato e imperniato al raggiungimento di comuni interessi.
La nuova municipalità, distrutta quasi completamente dai bombardamenti, che
si sono seguiti in maniera tragica tra agosto e settembre 1943, e verrà
ricostruita senza un preciso disegno urbanistico con largo spazio alla
cosiddetta speculazione edilizia.
Diventa negli anni sessanta il punto di riferimento per la nautica da
diporto dell’Abruzzo; per la presenza di un porto canale per il piccolo
cabotaggio e per la realizzazione di un porto turistico “Marina di Pescara.
A conservare la tradizione di una città indissolubilmente legata al suo mare
è infine il Museo Ittico, costruito sulla foce sinistra del fiume.
Esso raccoglie circa 5000 pezzi fra conchiglie, pesci imbalsamati e in
acquario, fossili marini.
Particolare è lo scheletro di un capodoglio lungo 16 metri, rinvenuto anni
fa lungo le coste dell’Abruzzo.
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