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Speciale La Spezia
| Segna il confine tra Toscana e Liguria, posto tra il promontorio del
Caprione – sul quale sorge Montemarcello – oltre il quale si distende la
fertile piana del Magra e una parte della ripida scogliera della Liguria
orientale, dove risplendono le Cinque Terre. Molto simile a un ampio fiordo,
il Golfo di La Spezia racchiude un mare generalmente tranquillo ed è
incorniciato da alte colline dove è possibile eseguire facilmente manovre
navali in ogni mese dell’anno. |
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Il paesaggio è di raro fascino. E non a caso Byron, Shelley e i grandi
poeti romantici lo elessero a luogo privilegiato durante le loro visite in
Italia. Venendo dal mare se ne ha la visione migliore. Lasciata la costa
sabbiosa della Versilia, oltre la foce della Magra, che fa da confine
naturale tra le due regioni, la Liguria si annuncia con il promontorio di
Montemarcello, dove Punta Bianca e Punta Corvo si protendono con le loro
rocce calcaree verso il mare aperto. |
| Tra il verde della macchia, si distinguono i colori delle
case di Montemarcello, antico e bellissimo borgo, dalla rigida struttura a
maglia ortogonale, inserito dal 1995 nel Parco Naturale di Montemarcello
Magra. Scendendo verso il mare in direzione del capoluogo si incontra
Tellaro, pittoresco borgo costruito sul mare seguendo l’andamento della
costa, e tutta una serie di insenature rocciose e piccoli anfratti di grande
suggestione. Punta di Treggiano, Punta delle Stelle, Fiascherino, l’Eco del
Mare, Maralunga sono tutti angoli di estremo fascino, caratterizzati da uno
splendido isolamento a un passo dalla civiltà. |
| Poco oltre uno spettacolare castello che si erge a strapiombo sul mare
annuncia il delizioso centro di Lerici seguito da San Terenzo: entrambi
centri di origine medievale diventati ormai da anni meta di un turismo
sempre più di massa. Più avanti i cantieri di Muggiano preannunciano la
parte più “industriale” del golfo e, poco dopo, proprio nel centro, protetta
da una grande diga foranea che la ripara dai venti e dalle onde meridionali,
si incontra la città di La Spezia. Certamente meno bella dal punto di vista
naturalistico, non manca tuttavia di un certo fascino dovuto alla convivenza
armoniosa nelle sue acque di gozzi dei pescatori, barche da diporto e grandi
navi porta-container in un raro esempio di fusione tra modernità e
tradizione. Proseguendo verso ponente il paesaggio diventa più selvaggio. Le
alture scendono più ripide verso il mare e offrono profonde insenature alle
imbarcazioni turistiche e ai gozzi dei pescatori. Il verde della macchia e
delle pinete quasi nasconde i piccoli centri abitati mentre i ripidi
sentieri che si inerpicano sui pendii mettono in comunicazione gli isolati
borghi della riviera con il vicino capoluogo. |
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| Superati Marola, Cadimare e Fezzano si giunge all’insenatura
delle Grazie mentre poco più avanti si apre la bellissima baia di
Portovenere, dominata dal poderoso castello seicentesco abbarbicato sul mare
che si confonde con la roccia. Di fronte, quasi a guardia della grande
insenatura, stanno tre piccole isole: la Palmaria, il Tino, il Tinetto. Non
molto estese, vantano peraltro una storia antica e un grandissimo valore
naturalistico. Tutte e tre hanno il lato verso il mare a aperto a strapiombo,
mentre quello opposto digrada dolcemente verso il basso. Sul lato
occidentale della Palmaria, a livello del mare si aprono la Grotta Azzurra,
accessibile solo in barca e, a circa trenta metri d’altezza, la Grotta dei
Colombi, raggiungibile con difficoltà dall’alto. Il piccolo gioiello del
Tino, invece, è diventato una riserva naturalistica di straordinario valore
aperto al pubblico solo in limitatissimi periodi dell’anno. |
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