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Le Isole Pontine
| Arcipelago Pontino. Sei isole incastonate nel blu del mare di fronte
alla costa laziale a una ventina di miglia da San Felice Circeo. Due gruppi
di isole (quello nordoccidentale con Ponza, Gavi, Palmarola e Zannone e
quello sudorientale con Santo Stefano e Ventotene) nati quasi interamente da
vulcani sommersi, con tempi e modi diversi, che fanno di questo arcipelago
una straordinaria “vetrina” della nostra lunga storia geologica. Le uniche
isole ad essere abitate stabilmente sono Ponza e Ventotene, mentre le altre
hanno mantenuto intatto il loro carattere selvaggio e solitario al di fuori
del tempo. |
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| L’isola più grande del gruppo è Ponza con
circa 985 ettari di superficie. Il suo profilo frastagliato ha le sembianze
di un’ampia semiluna rivolta verso est costellata da cale e insenature di
rara bellezza tra cui Chiaia di Luna e Cala Santa Maria che ospita il
suggestivo abitato di Ponza. La straordinaria varietà di colori che
caratterizza le sue falesie dipinge scenari mozzafiato come le trachiti, il
grande blocco di rocce violacee che si protendono su Punta della Guardia,
oppure i cosiddetti “dicchi”, colonne di lava riolitica scura solidificatasi
all’interno di fratture, di cui è uno straordinario esempio l’Arco naturale
(un “dicco” dall’involucro distrutto dall’erosione marina), tra le più note
attrattive turistiche dell’isola. |
| Da Punta Incenso, all’estremità orientale dell’isola, un canale di circa
120 metri separa Ponza dalla piccola Isola di Gavi completamente disabitata,
mentre a circa 3 miglia a nord-est si eleva il profilo solitario di Zannone,
considerata il vero gioiello naturalistico dell’arcipelago. La sua forma
triangolare, culminante nei 194 metri del Monte Pellegrino, è caratterizzata
da una costa ripida ma poco frastagliata frequentata da numerose specie di
avifauna migratoria. Solitaria e selvaggia è anche Palmarola, circa 6 miglia
a ovest di Ponza. Seconda isola dell’arcipelago per larghezza, è
attraversata da una modesta dorsale formata dal Monte Tramontana, la Radica
e Monte Guarnieri, che si eleva a ridosso della costa frastagliata ricca di
baie e insenature. Il paesaggio è disegnato in gran parte da specie tipiche
della macchia mediterranea interrotte da coltivazioni a vite. |
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| Splendido lo scenario scolpito dalle rocce del Monte Tramontana che,
grazie al rapido raffreddamento della lava, presentano fitte fessure
colonnari che rievocano l’impianto scenografico delle cattedrali. Circa 8
miglia a sud-est di Ponza si incontra lo Scoglio della Botte: un grosso
scoglio di roccia lavica, ultimo residuo di un vulcano indipendente dai due
gruppi. Poco oltre, appare la sagoma allungata di
Ventotene, un tavolato che dal nord pianeggiante si alza gradatamente
fino a raggiungere 139 m di altezza di Punta dell’Arco, il nucleo più antico
dell’isola, all’estremità sud-ovest. Estesa su una superficie di circa 153
ettari, accoglie l’altro centro abitato dell’arcipelago, il comune di
Ventotene, caratterizzato da un pittoresco arco di case allineate che
sembrano abbracciare il porticciolo sottostante. |
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Il paesaggio costiero è caratterizzato da scenari di rara bellezza figli
dell’azione del vento e del mare che nel corso dei secoli hanno realizzato
vere e pro-prie sculture nella roccia. Distante poco meno di un miglio si
trova la piccola isola di Santo Stefano, di appena 29 ettari di superficie,
la cui unica forma di vegetazione è composta da fichi, agavi e fichi d’India.
Di forma ellittica, simile a un torrione dal profilo scosceso, è il
“gioiello” che chiude a est l’arcipelago ponziano. |
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