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A bordo: rotta su Grado

Il 29 giugno 1810 due vascelli inglesi sbarcarono le truppe, e la città di Grado cadde nelle loro mani.
Si dettero a depredare ma non trovarono nulla e allora, per la rabbia distrussero la gran parte dei documenti antichi capaci di raccontare la storia della città.
“ Ben poco se ne salvò e, su quel poco, si esercitò la fantasia di chi volle raccontare con amore le vicende umili, ma non per questo meno drammatiche della città che un tempo fu, come si volle dire, madre di Venezia”.
 
Così Franco Masiero in “Le isole delle lagune Venete” chiude la sua ricerca storica su Grado.
La storia di questa città-isola comincia con Aquileia e si confonde poi con la storia della Repubblica Serenissima di Venezia.
Nel 181 a.C. un grosso gruppo di famiglie di Latini e loro alleati fu inviato da Roma presso la laguna di Grado, sul fiume Natissa e fondarvi una colonia e garantire gli interessi dell’Impero.
Ma come Aquileia ebbe la sua fortuna legata allo slancio espansionistico di Roma verso Oriente e il Nord Europa, subì nel 492 d.C. l’assedio e la distruzione ad opera degli Unni di Attila.
I fuggiaschi abbandonarono la propria città “…in barche negre…” è Giuseppe Caprin a trascrivere i testi lasciati da Paolo de Grandis nel XVI sec. e “Il chiaro luceva solo sull’isola, dove vennero e sbarcarono con niente di proprio, tabernacoli e immagini, tesori e fede, proprie soltanto le lacrime”.
Sorse su un isolotto della laguna omonima posto nel delta del Tagliamento dove probabilmente c’era l’antiporto di Aquileia.
Fu fondata quindi nel 453 d. C. la città primitiva, alla foce del fiume (da cui il nome Grado) con il solito sistema a castrum di epoca romana.
In questi territori di acqua si sceglievano i rialzi più consistenti e sopra si costruivano le case di legno.
 
 
Venne istituito un governo con a capo un tribuno e proprio a Grado si riunivano i Magistrati delle altre isole della Laguna.
Cominciarono in questo periodo, accanto alle disperate miserie, relative ricchezze e nel 568 Grado divenne sede del Patriarca delle genti che abitavano le isole della laguna subendo quindi l’influenza di Venezia.
 
  Nel 697 fu la sede prima dei Dogi di Venezia e certo è che la famiglia dei Gradenigo dette a Venezia tre Dogi e molti altri uomini importanti mentre a Grado lo stesso cognome era portato da umili pescatori e rematori di galera.
Cinquant’anni più tardi il Dogato fu trasferito a Malamocco e cominciò lentamente il declino di Grado.
Restava sede del patriarcato e le sue chiese si arricchivano di sempre nuovi tesori fonte di non disprezzabile ricchezza e di invidie manifestate attraverso una plurisecolare e dura lotta per la supremazia tra il Patriarcato gradese e quello aquileiese, che proseguì per oltre un millennio a margine della storia della Serenissima Repubblica di Venezia diventata potentissima a seguito della vittoria degli abitanti di Rivoalto (poi chiamatosi Rialto) su Pipino nella battaglia svoltasi nel Canale dei Perfidi, (798 d.C.) ribattezzato poi Canale degli Orfani per la quantità di soldati uccisi.
Pur nella sua proverbiale fedeltà a Venezia, vivrà di splendori quando tutta la cultura, la vita e il commercio facevano capo a Grado; e in misera solitudine insulare subendo nei secoli le incursioni dei pirati, e dei Genovesi in guerra con la Repubblica di Venezia.
Grado fino la 1451 fu metropoli vale a dire chiesa madre delle chiese litoranee, ivi compresa in modo particolare Venezia, sulle cui strutture esercitò un costante e lungo influsso.
Dopo Roma era la sede della maggior quantità di spoglie di Santi!! Con la Bolla “Regis aeternis” di Papa Nicolò V i patriarcato si sposta a Venezia e per Grado si apre il periodo più oscuro della sua storia.
 
Grado si chiude in se stessa e tutte le attività sono ridotte alla sola pesca e la città isola è retta con un governo costituito dal Conte (massima autorità) e dal Consiglio eletto dalle sette famiglie patrizie.
Presa dagli alleati della Lega di Cambria (inizio del ‘500) fu poi devastata dagli Uscocchi.
 
  Segue le sorti della Serenissima per oltre più di mille anni di storia; il centro storico è tipicamente veneziano e le sue piazze si chiamano "campi" e le vie "calli"; il dialetto è più veneziano che friulano.
Occupata dalle truppe Napoleoniche, con il trattato di Campoformido (1797) passa all’Austria e con il Congresso di Vienna entra a far parte dell’Impero Asburgico.
Inizia il secolo migliore per l’isola, una vita nuova piena di slanci e iniziative: nel 1877 e la piccola isola di pescatori con le sue dune diventa un luogo di villeggiatura per gli Austriaci, raccomandato in particolare, grazie al suo clima, ai bambini gracili.
Il primo stabilimento balneare fu aperto nel 1890 e nel 1892 Francesco Giuseppe la definì “spiaggia dell’Impero”.
Dopo la prima guerra mondiale Grado perde la sua posizione di privilegio a favore di Lignano, la cui laguna è stata bonificata a partire dagli anni ’30, inizia la costruzione di abitazioni e attrezzature alberghiere.
E “Ancora oggi Grado si mostra al di là delle grandi innovazioni subite come ogni altro luogo, con il suo carattere di piccolo centro di pescatori;…Si sente vicina la presenza del mare, perché quelle furono per la gran parte case di pescatori.” Franco Masiero la definisce così la Grado di oggi.