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Corsica

Una montagna circondata dal mare. Così viene definita la Corsica: un piccolo continente dove si concentrano 150 rilievi oltre i 2000 metri di quota e uno sviluppo costiero di oltre 1047 chilometri, di cui solo il 5% urbanizzato, caratterizzato da una varietà di ambienti difficilmente riscontrabili altrove. Coste alte e frastagliate, lidi sabbiosi, rocce modellate dal vento e ampie baie incorniciate dal verde della macchia disegnano uno scenario che cambia ad ogni angolo tanto da far meritare alla Corsica l’appellativo di Ile de Beauté, isola della bellezza. L’estremità nord dell’isola è occupata da Capo Corso, il promontorio a forma di dito puntato verso l’Italia, fronteggiato dall’isola della Giraglia. Meno accidentato sul versante orientale, dove sono ancora visibili i segni delle attività agricole come le vigne e il foraggio, mostra sul versante opposto tante piccole insenature che proteggono i porticcioli usati dai “cap-corsini”.

Qui i villaggi dei pescatori hanno conservato intatta l’atmosfera di un tempo: case colorate dai tetti di pietra piatti, dal colore grigio-verde, raccolte attorno alle insenature dove dondolano le barche che aspettano di uscire in mare. Alla base occidentale del “dito”, adagiata nell’omonimo golfo, si stende Saint-Florant, una delle più frequentate località turistiche della zona e poco più a ovest, superata la Mortella, inizia il desert des Agriates: un’area desertica di 16 mila ettari, con uno sviluppo costiero di oltre 35 km, dove si trovano alcune delle spiagge più belle della Corsica, come Saleccia, dal color rosa corallo, preziose zone umide e spettacolari dune sabbiose incorniciate da colline pietrose ricoperte dalla macchia. Superata la Foce dell’Ostriconi, si incontra Ile-Rousse, annunciata dal faro che sovrasta l’isolotto granitico della Pietra, da cui prende il nome, e da qui fino al grande golfo di Calvì, dominato dalla cittadella fortificata dai genovesi, è tutto un susseguirsi di calette, scogliere, lembi di sabbia e villaggi turistici. Attraversando il versante occidentale fino a Bonifacio si incontrano ambienti di straordinario valore naturalistico: il promontorio di Scandola, un mosaico di roccia, piante e mare, generato dalla forza di un vulcano di cui ha conservato i colori e la selvaggia bellezza; il Golfo della Girolata, con il castello genovese posto a difesa della spiaggia, e il profondo Golfo di Porto con gli incredibili scenari delle Calanche, grandi blocchi di granito rosso solcati dai segni dell’erosione e dalle spaccature del gelo, intervallati dalla vegetazione, a cui la natura ha dato le forme più incredibili. Più giù, nel Golfo di Sagone, al rosso della roccia si sostituiscono lunghe spiagge chiare ma poco oltre, Punta della Parata e le Isole Sanguinarie si tingono nuovamente di scuro e mostrano il carattere più selvaggio della Corsica. Da qui inizia il Golfo di Ajaccio: oltre 90 chilometri di promontori rocciosi e spiagge punteggiate da torri costiere dove la presenza dell’uomo concentrata nella capitale si riduce a mano a mano che ci si sposta verso Capo Mauro. Nuovi golfi e promontori, tra cui si trovano anche i centri turistici di Propriano e Sartene, accompagnano la costa fino al Capo di Roccapina; da ammirare la celebre Roccia del Leone e la Testa dell’Elefante, scolpite nel granito dai tafoni. Giunti a Bonifacio il paesaggio cambia. Il granito lascia il posto alle spettacolari falesie bianche protese verso il mare, sovrastate dalla case sulla roccia. La vista è davvero mozzafiato. Il vento che soffia incessantemente e il mare tempestoso delle mitiche Bocche aumentano il fascino di un’atmosfera già unica. Dalla marina, rampe di scale portano all’antica cittadella fortificata, dove un intrecciarsi di vicoli stretti si aprono all’improvviso su graziose piazze con le caratteristiche case alte, i portoni, le piccole finestre. Di fronte, a metà strada tra la Corsica e la Sardegna, le Isole di Lavezzi, gioielli protetti da una riserva naturale. Risalendo il versante orientale, a nord delle Bocche è tutto un susseguirsi di cale e baie solitarie che offrono ai diportisti numerose possibilità di ormeggio. Giunti al Golfo di Porto Vecchio, con al centro l’omonima cittadina, vivace centro balneare, le coste frastagliate si arricchiscono di una fitta foresta di sughere che riveste una superficie di 8000 ettari. Da Pianarello a Solenzara si stende la bella Costa delle Nacchere, così chiamata per la forte presenza nelle sue acque di conchiglie triangolari, dette appunto nacchere. Poi inizia il litorale piatto e rettilineo, con lunghissime spiagge di sabbia fine e stagni solitari su cui si affacciano i pochi centri abitati. E si giunge a Bastia.