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L'Arcipelago Toscano
| Sette isole distribuite tra l'Italia e la Corsica circondate dal blu del
mare con una miriade di scogli e isolotti intorno. Questo è l’Arcipelago
Toscano, dove ogni isola è un piccolo mondo a sé, con la sua morfologia, la
sua storia, il suo paesaggio, dal 1996 tutelato da un Parco Nazionale. Un
Arcipelago dai tanti volti: quello turistico dell’Elba presa d’assalto da
folle di visitatori; quello solitario di Montecristo: quello inaccessibile
di Gorgona, sede di una colonia penale visitabile solo con il permesso del
ministero di Grazia e giustizia. Ma anche un arcipelago dalla lunga storia
che rievoca l’attività estrattiva dei minerali nota già agli Etruschi,
l’esilio di Napoleone, il “Conte di Montecristo” nato dalla penna di
Alexandre Dumas… Partendo da nord la prima isola che s’incontra è
Gorgona, la più piccola dell’arcipelago, abitata
dai detenuti di una colonia penale che si dedicano alla pastorizia e
all’agricoltura. Posta a metà strada tra Livorno e capo Corso, presenta
lungo il versante occidentale coste alte e scoscese, dominate dalla mole
della Torre Vecchia, che in primavera si arricchiscono dei nidi di centinaia
di coppie di gabbiano reale; mentre, a |

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| est, nella cala dello Scalo, ospita l’unico centro abitato, costruito
nel ‘700 da immigrati liguri e toscani: un piccolo gruppo di vecchie case
che scendono verso il porticciolo sovrastato dalla Torre Nuova, di epoca
medicea. Circa 22 miglia più a sud, compare Capraia:
un grande scoglio vulcanico coperto da una fitta macchia che si specchia in
un mare profondo e cristallino. Grazie al suo isolamento, dal 1873 al 1987,
ha ospitato nella parte settentrionale una colonia penale di cui sono
visibili alcune costruzioni. L’unico centro abitato dell'isola è il paesino
di Capraia adagiato sulla collina sopra il porto: un insieme di vecchie case
e graziosi vicoli sovrastati dalla sagoma del Forte di San Giorgio,
edificato dai Pisani nel XII secolo. Per ammirare gli ambienti più
spettacolari dell’isola bisogna recarsi a Cala Rossa e a Punta dello
Zenobito, dove gli strapiombi rossi di roccia vulcanica modellati dal mare
creano uno straordinario contrasto con quelli grigi del promontorio, su cui
svetta solitaria la Torre dello Zenobito, edificata dai Genovesi per
controllare il canale di Corsica. |

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| In direzione sud-est, a circa 20 miglia da Capraia, si eleva la più
grande delle isole dell'arcipelago, l'Elba,
caratterizzata da un profilo accidentato, che culmina nei 1.019 metri del
monte Capanne. Torri di avvistamento, fortezze maestose e siti archeologici
testimoniano la sua storia, a lungo segnata da aspre contese, mentre il
paesaggio è caratterizzato da un’incredibile varietà: un verde entroterra,
dove si alternano monti, colline e pianure, coste alte e frastagliate,
ricche di golfi e insenature, pittoreschi borghi arroccati sul mare, spiagge
di sabbia, ghiaia o sassi lambite da acque cristalline. Completamente
diversa da tutte le altre è, invece, Pianosa,
bassa e piatta, come suggerisce il nome, coperta dal verde della macchia e
della gariga, con la sola eccezione di Cala San Giovanni dove si trova
l’unico tratto costiero roccioso. Le casette merlate del borgo di Pianosa
sono distribuite intorno al porticciolo, da cui si può accedere mediante una
piccola grotta alle catacombe dei cristiani, deportati sull’isola fra il III
e il IV secolo per l'estrazione del tufo. Da ammirare anche i resti di una
sontuosa villa romana del I secolo d.C., detta Villa di Agrippa. A sud-est,
tra l'Argentario e la Corsica, si trova Montecristo:
un unico enorme blocco di roccia dalla costa alta a strapiombo sul mare,
priva di spiagge e di accessi, che ha reso l’isola praticamente
inaccessibile alimentando l’alone di leggenda e di mistero che da sempre
l’accompagna. Al solo 8 miglia dalla costa maremmana, annunciata dai rilievi
che la rivestono totalmente, si erge il Giglio:
un dosso di granito grigio, con coste disegnate dal mare e dal vento, su cui
si aprono piccole insenature sul lato orientale e alcune tra le spiagge più
famose sul lato occidentale. Più giù, all’estremità dell’arcipelago, ecco
Giannutri, a forma di falce di luna con il golfo
degli Spalmatoi, la parte concava, rivolto verso est. Di raro fascino la
tormentata scogliera dei Grottoni a sud, mentre a nord-ovest nella cala
Maestra si trova l’approdo romano ancora in uso. Sulla punta Scaletta, da
ammirare i resti della villa romana dei Domizi Enobarbi (I e II sec. d.C.),
e, sul mare, la suggestiva Grotta di Agrippina. |
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